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Cosa NON bisogna fare di fronte allo Psicologo nei concorsi delle Forze Armate e di Polizia

Cosa NON bisogna fare di fronte allo Psicologo o Perito Selettore nei concorsi delle Forze Armate e di Polizia

Nella fase degli accertamenti psicoattitudinali dei concorsi militari e delle Forze di Polizia, il colloquio con lo psicologo selettore o il perito attitudinale è uno degli snodi più delicati. È una valutazione a tutti gli effetti, il cui esito può determinare l’idoneità o l’esclusione, anche in presenza di performance eccellenti in ambito fisico o culturale.

Nel corso degli anni come psicologo, ho riscontrato una serie di errori comuni e atteggiamenti controproducenti che i candidati tendono a ripetere. Alcuni sono frutto dell’ansia, altri derivano da una preparazione approssimativa o da convinzioni errate su cosa “vuole sentirsi dire” un selettore.

In questo articolo, elenco con chiarezza cosa NON bisogna fare durante il colloquio psicologico o attitudinale, e perché.

❌ 1. Mostrare eccessiva sicurezza o atteggiamenti “da comando”

Una delle risposte più frequenti a domande come “Come gestiresti una situazione di stress operativo?” è:

“Non mi faccio prendere dalle emozioni. Non mi agito mai. Io sono freddo.”

⚠️ Attenzione: questo tipo di risposta può sembrare una dimostrazione di autocontrollo, ma viene spesso interpretata come negazione emotiva, rigidità affettiva o, peggio, come un atteggiamento difensivo.

🔍 Lo psicologo selettore valuta l’equilibrio emotivo, non l’assenza di emozioni. I candidati più efficaci sono quelli che riconoscono le emozioni e mostrano di saperle gestire, non reprimere.

❌ 2. Mentire o raccontare una storia “perfetta”

Molti candidati pensano che, per risultare idonei, sia necessario costruire un profilo privo di errori, conflitti, difficoltà o dubbi.

⚠️ Questo porta spesso a una narrazione poco credibile, con risposte troppo scolastiche o “recitate”. Lo psicologo noterà rapidamente incongruenze tra tono verbale, contenuto, espressione emotiva e questionari compilati.

💡 Il selettore cerca coerenza interna, autenticità e consapevolezza. Anche una debolezza ben riconosciuta può essere un punto di forza, se affrontata con maturità.

❌ 3. Parlare solo per compiacere l’interlocutore

Molti candidati si concentrano su ciò che “pensano che lo psicologo voglia sentirsi dire”.

Questo approccio è fallimentare per due motivi:

  • Le risposte standardizzate sono facilmente riconoscibili e non rivelano nulla del candidato;
  • Dimostrano scarsa capacità introspettiva e scarso pensiero critico, due aspetti chiave nei profili operativi.

📌 Il selettore apprezza la sincerità ragionata e la motivazione personale reale, anche se non perfettamente “da manuale”.

❌ 4. Giustificare ogni comportamento del passato

Un altro errore è entrare nel colloquio come in un’aula di tribunale, con il desiderio di “difendersi” a ogni domanda.

Esempi comuni:

  • “Ho preso brutti voti solo per colpa degli insegnanti.”
  • “Quella lite? Ero provocato, io non faccio mai il primo passo.”

⚠️ La tendenza a deresponsabilizzarsi o a fornire sempre una giustificazione esterna è un segnale critico. Un buon profilo deve mostrare autoanalisi, capacità di apprendimento dagli errori, e assunzione di responsabilità.

❌ 5. Negare lo stress o l’ansia

Lo stress è parte integrante delle attività militari e operative. Il candidato che afferma:

“Io non sento mai lo stress. Non mi capita mai di essere ansioso.”

… viene visto con diffidenza, perché la completa assenza di ansia è irrealistica o frutto di scarsa consapevolezza.

🧠 Lo psicologo vuole verificare come il candidato gestisce lo stress, non che non ne provi mai. È meglio dichiarare con maturità:

“Mi capita di sentire pressione, ma ho imparato a gestirla con…”

❌ 6. Rispondere in modo eccessivamente sintetico o vago

Molti candidati si chiudono dietro risposte monosillabiche o troppo vaghe, come:

  • “Boh… non so.”
  • “Mi adatto.”
  • “Sono tranquillo.”

🛑 Questo non aiuta a costruire un profilo completo. Il colloquio non è un quiz, ma un’opportunità per mostrare riflessione, linguaggio, personalità, valori.

✅ In sintesi: cosa premia il selettore

✅ Autenticità
✅ Autoconsapevolezza
✅ Coerenza tra test, colloquio e comportamento
✅ Motivazione reale
✅ Maturità emotiva e gestione dello stress
✅ Comunicazione chiara, rispettosa, assertiva

👨‍✈️ Conclusione

Il colloquio psicoattitudinale non è un ostacolo, ma una valutazione costruttiva. I selettori non cercano persone “perfette”, ma individui affidabili, motivati e stabili, pronti a operare in ruoli delicati e ad alta responsabilità.

Prepararsi al colloquio significa conoscere se stessi, simulare, esercitarsi nel racconto personale, nel linguaggio e nella gestione emotiva.

💬 “Non prepariamo solo le risposte, prepariamo la persona che risponde.”

Se sei un aspirante alle Forze Armate o di Polizia, affidati a un percorso strutturato e professionale. La tua idoneità passa anche dalla tua capacità di raccontarti con onestà e consapevolezza.

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