Strategie dei terroristi
In questo articolo vedremo in che modo i terroristi usano la violenza per raggiungere i loro obiettivi. Partiamo col dire che molti di loro non sono affatto strategici, e molti studiosi che hanno abbracciato il fenomeno considerano davvero la violenza come una forma di liberazione individuale, perciò non associata ad un piano strategico più ampio. Poi ci sono svariati gruppi che potremmo classificare come strategici, ma in realtà agiscono per affermare la leadership su una comunità e non si preoccupano dell’avversario in generale. Ed è proprio per questa mancanza di strategia che la maggior parte dei gruppi terroristici fallisce, in quanto la violenza dovrebbe servire ad uno scopo ben preciso, dovrebbe essere legata ad un obiettivo più ampio anziché a problematiche individuali interne.
Prima strategia: attrito
La strategia dell’attrito definisce un gruppo terroristico che esegue un flusso costante di attacchi, spesso di basso livello, provocando vittime, distruggendo proprietà e logorando lentamente l’opposizione. Tutto ciò causa l’indebolimento dei servizi di sicurezza, il governo si inizia a chiedere se vale la pena investire nella sicurezza oppure arrendersi al gruppo terroristico. Ora il successo qui dipende dal tipo di governo al quale i terroristi si oppongono. Ad esempio un governo potrebbe essere riluttante nell’ignorare un gran numero di vittime, una dittatura, invece, potrebbe ignorare la perdita di tante vite umane e di conseguenza non investire nella sicurezza. Un altro aspetto da considerare è quanto davvero conta per un governo la controversia alla quale il gruppo terroristico si oppone. Ad esempio, quando i terroristi attaccarono gli Stati Uniti in Libano, è stato alquanto facile far uscire le forze di pace USA, questo perché agli USA non importava granchè del Libano, quindi non si sono impegnati in quella missione.

Diversamente, se un gruppo terroristico volesse che gli USA apporterebbero cambiamenti significativi alla loro Costituzione, sarebbe molto più difficile e richiederebbe molta più violenza per far si che la questione venga presa in considerazione. Un esempio di strategia di logoramento di successo è rappresentato dall’ Esercito Repubblicano Irlandese alla fine degli anni Sessanta. La lotta inizia con il contrasto e la soppressione delle proteste pacifiche ai danni di un movimento per i diritti civili, dove la polizia entra nelle zone cattoliche e picchia la gente commettendo abusi enormi contro i civili. Una tale repressione provoca l’indignazione della popolazione, creando un ampio sostegno all’Esercito Irlandese.
In risposta i britannici dispiegheranno 20.000 soldati, un numero piuttosto ingente per un paese che non vuole spendere risorse in Irlanda del Nord. La risposta dell’IRA non si fa attendere, e Martin Mc Guinness, leader dell’IRA dichiara: “CONTINUEREMO A LOTTARE FIN QUANDO GLI INGLESI NON SE NE ANDRANNO”, una chiara strategia che indebolisce ulteriormente i leader britannici che iniziano a prendere in considerazione un disimpegno, e che l’unico modo per porre fine al conflitto è attraverso concessioni politiche che l’IRA, di fatto, ottiene come parte dei suoi obiettivi.
Seconda strategia: insurrezione
Una seconda strategia che utilizzano i terroristi è quella di prendere un piccolo gruppo e trasformarlo in una organizzazione in grado di condurre una guerriglia. Abbiamo visto che c’è una differenza tra terrorismo e insurrezione, ma in termini strategici i terroristi spesso passano dalla fase di terrorismo a una fase molto più ampia di insurrezione. Un esempio di gruppi di insorti che usano anche il terrorismo e che per questo hanno ottenuto l’attenzione del mondo, sono gli Hezbollah, il PKK in Turchia o Sendero Luminoso in Perù. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di condurre una serie di attacchi che costringono un governo a collaborare, un governo che in questo caso, però, risponde contro una popolazione non contro un gruppo terroristico. Questo accade perché molto spesso manca un’Intelligence precisa, di conseguenza non è a conoscenza di chi, tra la popolazione, è responsabile della violenza. Ciò che ne scaturisce, quindi, sono arresti di massa di giovani maschi anziché di coloro che abbracciano la violenza e commettono errori.

Di conseguenza questi errori cosa generano:
- la perdita di fiducia nel proprio governo, che arrestando le persone sbagliate dimostra di non essere in grado di garantire la sicurezza della popolazione.
- la reputazione del governo viene danneggiata dalla popolazione che i terroristi cercano di difendere.
- i terroristi diventano i difensori del popolo, guadagnando soldi e reclutando altri individui per compiere attacchi.
- spesso danno vita a servizi sociali, coi quali attraggono altre persone perché forniscono istruzione e ospedali.
- esercitando il controllo del territorio agiscono come un mini governo dove possono controllare e tassare la popolazione, al punto da costringere il popolo ad obbedirli o sostenerli semplicemente per paura.
Quella dell’insurrezione, perciò, è una strategia molto efficace finalizzata a condurre una sorta di campagna elettorale, soprattutto se un governo dispone di maggiori risorse. Come accade per il logoramento, la violenza che un gruppo terroristico mette in atto spesso non è gradita dal popolo, soprattutto all’inizio, prima che la gente mette in discussione l’uccisione di civili e inizi a temere la repressione del governo. L’insurrezione, quindi, è una strategia simultanea all’attrito, in quanto lo scopo dell’attrito è quello di creare un’insurrezione e sostenere un’insurrezione che abbia come finalità un effetto di logoramento sul governo in questione.
Autore: Pasqualino Lamolle – American Kenpo
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