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Come superare la tossicodipendenza

Come uscire e superare la tossicodipendenza dalla cocaina, eroina 

Una testimonianza di successo 

Racconto di Fabio, 43 enne di Milano (nomi e riferimenti modificati secondo le disposizioni del D.Lgs. 196/03 Codice della Privacy).

Mi chiamo Fabio e vivo a Milano, scrivere di me stesso non è facile ma sento che oggi, guardando con occhi diversi la mia vita, posso dire che sono un miracolato. Non sono un miracolato di qualche santo, o del signore, in quanto non ho mai creduto a niente nella mia vita. L’unica cosa in cui credevo era la droga, e in particolare l’eroina.

Ebbene si, l’eroina era la mia compagna, il mio pensiero fisso, la mia unica ragione di vita, per lei avrei fatto qualsiasi cosa (è purtroppo l’ho fatto), come un innamorato fa per la propria amata, Io per l’eroina ho rubato, tradito i miei amici, inventato le migliori bugie per ingannare i miei famigliari, per ingannare gli altri e alla fine ho ingannato me stesso. Non sono bravo a scrivere, in quanto la droga non mi ha permesso di avere molti interessi nella vita, un tempo si, avevo una ragazza, amavo il calcio, ma poi ho perso tutto e con loro anche me stesso.

Dirvi che sono guarito forse è una bugia perché sento ancora dentro di me una forte malinconia e un senso di sconforto per il mio passato, ma mi reputo un miracolato.

L’inizio della tossicodipendenza

Come superare la tossicodipendenza

La mia storia inizia a Milano, la città dove sono cresciuto e per un periodo ho fortunatamente abbandonato. A 21 anni ero un ragazzo solare, amavo le donne e sapevo relazionarmi bene con loro, avevo molti amici e alcuni di loro avevano lo stesso entusiasmo che sentivo io, ma iniziammo a usare per gioco o meglio per stupidità la cocaina, inizialmente solo quando andavamo a ballare ma poi la situazione ci sfuggi’ di mano.

Dopo tre anni dalla prima volta, la cocaina era per me un pensiero fisso, mi alzavo la mattina con il pensiero e facevo colazione con essa, proprio come voi bevete il caffè per svegliarvi la mattina e affrontare la giornata lavorativa. In quel periodo lavoravo come agente immobiliare grazie al mio migliore amico che possedeva un’agenzia, per noi la giacca, la cravatta e la cocaina non potevano mancare, il lavoro andava bene, era interessante e si guadagnava bene, motivo per cui la “bianca” noi la compravamo tranquillamente, senza gradi difficoltà economiche.

Ricordo ancora che mentre aspettavamo i clienti presso l’appartamento da vendere o affittare, entusiasti, pipavamo cocaina in bagno per riuscire ad informare meglio il cliente e sentirci all’altezza della trattativa immobiliare.

Mi sentivo felice, mi guardavo allo specchio è mi ammiravo. Il mio titolare e amico, 31 enne, era un tipo con un temperamento aggressivo, intelligente e manipolatore, riusciva a vendere o ad affittare appartamenti a un prezzo spesso estremamente superiore al reale valore di mercato, ma quando il cliente diffidava o chiedeva particolari dettagli sul contratto, diventava furioso e perdeva la testa, e spesso la situazione degenerava in conflitti e fallimenti contrattuali.

A noi però non importava più di tanto, eravamo giovani, belli, il denaro non mancava, quindi ridevamo quando l’affare svaniva, bastava la cocaina e una nuova idea imprenditoriale per far fronte al mancato acquisto.

Le conseguenze della cocaina

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Entusiasti e spavaldi decidemmo di estendere il nostro business e di inserirci nell’edilizia. Creammo una società, insieme a un imprenditore di zona, investendo quasi tutti i nostri risparmi, io in particolare chiesi un prestito ai miei genitori e un altro alla banca. Eravamo uniti, forti e sognavamo che a breve saremmo diventati ricchi e rispettabili. Invece non fu cosi, dopo un anno dall’inizio dell’attività il terso socio decise di sciogliere la società, le cose non andavano bene, io e il mio amico eravamo perennemente sotto effetto di cocaina, compravamo la droga, spesso con i soldi ricavati dall’azienda e questo ci portò verso il fallimento più drastico.

Ero disperato, la banca mi chiedeva il denaro e mio padre temeva la perdita della casa che avevamo inserito come garanzia. Entrai in un vortice di depressione, nervosismo, non riuscivo a dormire la notte, ero perennemente in ansia per il debito della banca e per quello con i fornitori. Litigai fortemente con il mio socio e da li iniziò il mio cammino sempre più radicato verso la disperazione e verso un tunnel a forma d’imbuto, sempre più stretto: l’ eroina.

Cominciai a spacciare droga, in particolare cocaina ed eroina ma dopo 6 mesi di attività illecita fui arrestato. Avevo deluso la mia famiglia, la mia fidanzata (che nonostante mi era vicina), avevo deluso me stesso, mi guardavo allo specchio e mi vergognavo.

Risolti i problemi con la legge, intorno a me vedevo solo sguardi pregiudicanti, anche negli occhi dei miei genitori era cambiato qualcosa, non si fidavano più di me e, in effetti, neanch’io riuscivo a fidarmi. Entrai in depressione e iniziai a far uso di eroina. Quando mi “bucavo” ogni dolore, pensiero depressivo o ogni forma di fallimento che era radicato in me, scompariva. Mi sentivo libero, leggero. Inizialmente l’eroina era la mia medicina, riuscivo a nasconderlo alla mia famiglia ma dopo la situazione mi sfuggi nuovamente di mano.

Iniziai a rubare soldi e oggetti dalla mia famiglia, dalla famiglia della mia ragazza e venni spesso scoperto. La mia ragazza, Giulia mi lasciò, dopo tutto aveva le sue ragioni, io ero “fidanzato” con l’eroina, facevo l’amore con lei e il suo pensiero riempiva completamente le giornate. (l’eroina) Divenni un tossico, dalla giacca e cravatta che portavo a 21 anni mi ritrovai a 31 anni a indossare gli stessi vestiti per intere settimane.

Ero un disperato, una persona inutile, un fallito. Insieme con altri tossici passavamo le nostre giornate ad assumere qualsiasi sostanza trovavamo e a pensare a come fare per procurarcela. Era il nostro pensiero fisso, la nostra fede, la nostra passione.

Ho ancora i brividi a ricordare questi episodi, ed essi sono impressi nella mia mente come gli occhi di mia madre, quando mi disse che si vergognava di me, perché alzai le mani a mio padre, che mi nego i soldi per la dose. Li capii che avevo toccato il fondo, avevo procurato a mio padre un trauma cranico e 7 punti sul ciglio destro, lì capi che dovevo curarmi o uccidermi. Scappai da casa, passai due settimane per strada o in alloggi di fortuna, poi fortunatamente un volontario di una struttura riabilitativa mi salvo la vita. Mi spiego che potevo riprendermi la mia vita, che potevo essere nuovamente quel ragazzo di un tempo, entusiasta e amante della vita.

Come superare la tossicodipendenza

libero dalla droga

Iniziai un percorso terapeutico riabilitativo presso una struttura sita in Puglia, lontano dalla mia città, dai miei famigliari e soprattutto dal vortice della droga. Mi ritrovai nudo, nudo con le mie fragilità, iniziai a disintossicarmi dalla dipendenza dell’eroina e a cambiare i miei schemi mentali e le mie abitudini comportamentali. Non fu facile, sarà stato il rapporto con il team terapeutico, con lo psicologo della struttura e forse anche gli occhi di mia madre carichi di delusione. Feci un percorso lungo 2 anni e mezzo, il percorso più bello della mia vita, proprio perché mi ha ridato una vita, la vera vita, fatta di affetti e lealtà, di piaceri semplici ma concreti, di emozioni sane.

 Superare la tossicodipendenza: una strada possibile

Oggi ho 43 anni, sono felicemente sposato e lavoro presso una fabbrica di materassi, quando ho tempo faccio volontariato e racconto la mia storia presso strutture per la tossicodipendenza o strutture dove è necessaria la presenza umana. Sono un uomo semplice, ma sono un uomo. Non sento di essere un terapeuta o di dare consigli, oggi però ho deciso di raccontare la mia storia, sperando che in un modo o nell’altro, la mia sofferenza possa aprire gli occhi ai giovani che si avvinano al dramma della droga, qualunque essa sia.

Dal profondo del mio cuore vi dico: Lasciate stare la droga!! E se siete già in contatto con essa, abbiate il coraggio di combatterla e di riprendervi in mano la vostra vita, non mollate, chiedere aiuto, alle istituzioni, ai professionisti della salute mentale, al sistema sanitario e ai servizi per le tossicodipendenze (SerT). Drogatevi di emozioni vere e di passioni concrete, per favore stare lontani dalla droga. Un abbraccio.

Ringrazio il sito per la pubblicazione e per il sostegno dimostrato durante le diverse email.

Cordialmente Fabio, 43 enne, da Milano, Miracolato dall’eroina.

La droga prende tutto e non dà nulla.

William Burroughs,

Diventa importante, in caso di difficoltà chiedere una consulenza a un professionista del settore.

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