Disturbi d'Ansia

Come superare l’attacco di panico

Come superare e sconfiggere l’attacco di panico

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanitàl’attacco di panico colpisce il 20% della popolazione, rappresentando uno dei disturbi più frequenti del nostro millennio.

Che cos’è l’attacco di panico? Come si manifesta e come può essere sconfitto?

Chi soffre di attacchi di panico, conosce molto bene la sintomatologia e la riconosce come problematica, infatti, questo disturbo è di tipo egodistonico, ossia non è in armonia con il proprio pensiero e comportamento consapevole. I sintomi dell’attacco di panico, tra cui la tachicardia, il senso di soffocamento, la sudorazione, oppressione al petto, sensazione di morte immediata, brividi, sensazione di formicolio in diverse parti del corpo, sensazione d’instabilità e svenimento, tremori e sensazione di estrema paura, sono bene conosciuti dal soggetto, ciò che non si conosce è la causa dell’attacco di panico.

Alcuni clinici nel loro lavoro terapeutico, cercano di individuare la causa dell’attacco di panico (conoscere per cambiare), lavorando non solo sulle risorse disponibili della persona, ma anche sui comportamenti messi in atto per superare e controllare l’attacco di panico.

I comportamenti che alimentano l’ansia e il panico

Come superare l'attacco di panico

Molto spesso, sono proprio le tentate soluzione come le definisce il Prof. Giorgio Nardone, che sono l’eziologia dell’attacco di panico. Secondo questo punto di vista, da noi sostenuto, chi soffre di attacchi di panico o in generale di disturbi d’ansia, mette in atto tre meccanismi abbastanza evidenti:

  • Il tentativo di evitare ciò che spaventa
  • La ricerca di aiuto e protezione
  • Il tentativo fallimentare di tenere sotto controllo le proprie reazioni psicofisiologiche

Detto in termini semplici, la ripetizione di questi tre comportamenti, messi in atto dal soggetto per controllare l’attacco di panico, in realtà alimentano e aggravano la sintomatologia e il panico. E’ evidente che la cura e il trattamento dei disturbi d’ansia e in particolare dell’attacco di panico necessita di un percorso non cosi semplicistico, come può sembrare dalle nostre parole.

Il disturbo da panico, come sappiamo, può destabilizzare e alienare notevolmente il funzionamento della persona, per questo la cura non è semplicemente basata sull’individuazione dei comportamenti disfunzionali, sull’aumento della consapevolezza ma anche sulla destrutturazione e ricostruzione del pensiero. E’ certamente fondamentale aiutare il paziente ad affrontare le sue paure, a vincerle, in quanto come cita lo Psicologo Giorgio Nardone:

<la paura guardata in faccia si trasforma in coraggio, la paura evitata diventa panico>

La persona deve essere guidata, in modo controllato ad affrontare “un passo alla volta” la sua paura e spesso bisogna intervenire cominciando dai comportamenti di evitamento, intervenendo sulle richieste di rassicurazione e di delega e sul controllo delle sue reazioni psicofisiche.

L’attacco di panico come si manifesta?

I comportamenti che alimentano l'ansia e il panico

La manifestazione dell’attacco di panico è improvvisa, inaspettata per il soggetto, ma in realtà la persona prima dell’episodio vive nel terrore e ha un pensiero ricorrente che possa manifestarsi il panico, una forma di “profezia che si autoavvera”, che si autodetermina.

Il primo attacco di panico è generalmente inaspettato, una “novità” per la persona, infatti, sono molte le persone che si rivolgono al pronto soccorso descrivendo i sintomi  e credendo si tratti d’infarto. Successivamente la persona, dopo la diagnosi, che esclude problematiche di tipo medico, prende consapevolezza che si è trattato di un attacco di panico, cerca di individuare le cause e sviluppa un comportamento evitante per le situazioni ritenute ansiogene.

Molto spesso l’evitamento è cosi generalizzato a ogni situazione che la persona non riesce a uscire da casa (agorafobia), abbandona il lavoro, non cura più le relazioni sociali o le passioni, con un notevole peggioramento del suo benessere psicologico, sviluppando spesso un disturbo depressivo.

Criteri diagnostici del disturbo di panico

Criteri diagnostici del disturbo di panico

La diagnosi del disturbo di panico necessità inizialmente di una diagnosi medica che possa escludere malattie o disturbi di natura non psicologica. Secondo il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV), la diagnosi di disturbo di panico deve soddisfare diversi criteri:

  • Attacchi di panico inaspettati e ricorrenti. Un attacco di panico è un improvviso aumento d’intensa paura o disagio che raggiunge un picco in pochi minuti, durante i quali si verificano quattro (o più) dei seguenti sintomi: palpitazioni, sensazione di cuore in gola o tachicardia, tremori o agitazione, sudorazione, sensazioni di mancanza di respiro o di soffocamento, sensazioni di soffocamento, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazione di sbandamento, brividi o sensazioni di calore, intorpidimento o formicolio, derealizzazione (sensazione d’irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi), paura di perdere il controllo o di “impazzire “, paura di morire.
  • Almeno uno degli attacchi è stato seguito da 1 mese (o più) di uno o di entrambi i seguenti: preoccupazioni persistenti relative al verificarsi degli attacchi di panico o alle loro conseguenze (perdere il controllo, avere un attacco cardiaco, “impazzire “), un significativo cambiamento disadattivo relativo ai comportamenti legati agli attacchi (comportamenti atti ad evitare gli attacchi di panico, per esempio evitare l’esercizio fisico o situazioni non familiari)
  • Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici di una sostanza o di un’altra condizione medica
  • Il disturbo non è meglio spiegato da un altro disturbo mentale (es. gli attacchi di panico non si verificano solo in risposta a situazioni sociali temute, come nel Disturbo d’Ansia Sociale; in risposta a oggetti o situazioni fobiche circoscritte, come nella Fobia Specifica; in risposta a ossessioni, come nel Disturbo Ossessivo – compulsivo; in risposta a ricordi di eventi traumatici, come nel Disturbo Post-Traumatico da Stress; come nel Disturbo d’Ansia da Separazione.

 

Come superare l’attacco di panico: trattamento e cura del Disturbo di panico

Trattamento e cura del Disturbo di panico

La cura e il trattamento del disturbo da panico necessita di un’attenta analisi individuale e della realizzazione di un trattamento individualizzato, adattando le tecniche e le teorie alle risorse e alle problematicità delle persona interessata. Si valuta inoltre la gravità del quadro clinico e l’incidenza che ha nella vita del paziente. In alcuni casi è necessario un trattamento combinato con la cura farmacologica che consentirà di ridurre la sintomatologia e lavorare meglio sui comportamenti e sui pensieri disfunzionali.

Tra le tecniche psicoterapiche utilizzate per curare il panico abbiamo la desensibilizzazione sistematica, che consente al paziente di affrontare la paura in modo graduale e controllato, affrontando metaforicamente “gradino per gradino” la situazione ansiogena, e in concomitanza sviluppare strumenti per gestire la paura e l’ansia. La desensibilizzazione sistemica, definita anche terapia dell’esposizione, ha una funzione terapeutica cognitivo comportamentale, in quanto consente di ristrutturare comportamenti e ragionamenti disfunzionali legati all’attacco di panico.  

Il terapeuta insegnerà al paziente le tecniche di rilassamento da mettere in atto in termini preventivi ma anche durante l’attacco di panico, in modo tale da ridurre i sintomi, si lavorerà su situazioni ansiogene da affrontare progressivamente, ad esempio se la paura è legata a uscire da casa, s’inizierà lavorando sull’immagine dell’essere fuori casa, si lavorerà per uscire nel giardino, fin quando non si potrà uscire tranquillamente.

Il disturbo d’ansia e l’attacco di panico, nello specifico posso colpire ogni persona e molto spesso capire le cause di un disturbo cosi latente non è semplice. L’ansia e la paura possono notevolmente destabilizzare la persona, causando depressione e altri disturbi psichici.

Consulenza Psicologica per il trattamento dell’ansia

Diventa importante chiedere una consulenza a uno Psicologo o a uno Psichiatra ma ricordiamo e ci teniamo a sottolineare che è consigliabile usare la cura farmacologica solo in casi gravi.

Il trattamento farmacologico da solo non consentirà alcuna cura, allontanerà la sintomatologia ma la causa del panico sarà sempre presente (anche se verrà nascosta con il farmaco)  e nella maggior parte dei casi si ripresenterà  con un’intensità e gravità maggiore. Il farmaco da solo non consente di cambiare le proprie percezioni o reazioni disfunzionali, anzi induce la delega, poiché si sostituisce al controllo delle reazioni favorendo così la disistima delle risorse personali, invece di creare fiducia.

Con questo non intendiamo diminuire l’importanza del farmaco, ci teniamo solo a sottolineare che da solo non consentirà di superare il panico, e ci teniamo ad affermare molto spesso non ha nessuna necessità. L’’intervento psicologico può efficacemente aiutare il paziente a superare la paura e a trasformarla in coraggio, senza ricorrere ad agenti chimici.

 Diventa importante, in caso di difficoltà chiedere una consulenza a un professionista del settore

Come superare l'attacco di panico

Potrebbe interessarti anche: Come superare l’ansia di parlare in pubblico Imparare a gestire l’ansia e lo stress

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *