Disturbi d'Ansia Racconta la tua Storia

Come superare l’ansia opinioni

Come curare e superare l’ansia, opinioni e consigli

Racconto di Vincenzo, 35 enne di Modena (nomi e riferimenti modificati secondo le disposizioni del D.Lgs. 196/03 Codice della Privacy).

Navigando su internet mi sono imbattuto su questo sito web che offre la possibilità di raccontare la mia storia e mi è sorta la domanda: perché non farlo? Ho trovato in particolare una risposta che mi ha convinto a inviare l’email, comunicando la mia intenzione: condividere la mia storia con chi vive un problema con l’ansia e i gli attacchi di panico. Cosi ho deciso di raccontare la mia “storia d’amore con l’ansia”. Il mio intento non è quello di fornire consigli medici o psicologici ma aiutare chi soffre di un disturbo d’ansia e di panico e condividere la mia esperienza che mi ha portato ad affermare ciò che prima negavo: dall’ansia e dagli attacchi di panico si può guarire.

Lo sviluppo dell’ansia e degli attacchi di panico

Mi chiamo Vincenzo, ho 37 anni e la mia relazione con l’ansia inizia precisamente 12 anni fa. Sono sempre stato una persona leggermente ansiosa e insicura durante la mia vita ma nulla di preoccupante, fin quando l’ansia non divenne uno stato mentale perenne, caratterizzato da paura e preoccupazione eccessiva. La mia vita non è stata segnata da eventi traumatici, lutti o mancanze affettive genitoriali, anzi ho sempre avuto tutto e forse troppo. Sono figlio unico, i miei genitori mi hanno sempre accudito e assecondato le mie scelte e i miei desideri, tranne piccoli conflitti adolescenziali causati dalla loro eccessiva intrusione nelle mie cose e la loro iperprotezione verso di me.

A parte questi dettagli, amo i miei genitori e non potevo chiedere di più. La mia personalità non è stata mai troppo espansiva o estroversa, sono sempre stato un po’ chiuso, ma l’ansia mi spinse pian piano a diventarlo eccessivamente, isolandomi dal mondo e a rifiutare ogni tipo di attività, restando perennemente in casa. Iniziai ad avere anche l’ansia di uscire da casa, (che se ben ricordo si definisce agorafobia) e a sprofondare nella depressione.

L’ansia e la depressione

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Cosi giorno dopo giorno, divenni sempre più triste, senza alcuna relazione esterna, solo con un’ansia generalizzata verso il mondo. Vedevo tramite Facebook gli altri belli e sorridenti, che avevano successo, che condividevano immagini con donne e serate divertenti, ed io nulla. Inizia a odiarmi e a sentirmi sempre inadatto, inizia a odiare i miei genitori, a litigare quando cercavano di aiutarmi, ma io ero troppo nervoso. Stavo perdendo la testa, divenni una persona squilibrata con momenti di forte depressione che si alternavano a reazioni violente per futili motivi.

L’ansia, la depressione, l’aggressività, la chiusura patologica, erano i miei soli compagni fedeli, immaginate che compagnia allegra. (Oggi mentre scrivo, mi viene da sorridere ma credetemi fu dura, molto) Passavo le mie giornate nella mia stanza, fumando erba e bevendo qualche birra di troppo, se iniziavo a pensare mi deprimevo e mi veniva l’ansia, quindi non ci pensavo e per non pensare dovevo in qualche modo stordire la mia mente e autodistruggermi. Mi stavo dirigendo verso una strada sempre più buia.

Un bel giorno, non so come, mi resi conto che se non facevo qualcosa avrei fatto una brutta fine, per dirla con parole dolci. Mio padre, aprendosi con me, mi disse che era il caso di contattare uno Psicologo che gli aveva consigliato il mio Medico di base. Scoppiai a piangere, chiedendo scusa a mio padre e a mia madre per il dolore che gli stavo provocando e per la preoccupazione. Non ero solo depresso io, ma tutti noi.

lo psicologo per l'ansia

L’intervento dello Psicologo per curare l’ansia

Dallo Psicologo non volevo andare ma insieme a mio padre iniziai a valutare la possibilità di fare una terapia psicologica. Ero molto scettico, non volevo che i miei genitori spendessero del denaro per una nuova delusione, inoltre mi chiedevo come poteva un professionista aiutarmi semplicemente attraverso la conversazione e le parole. Pensavo che non servisse a molto, ma dopo le mie innumerevoli prove per superare il mio stato mentale, mi convinsi e andai in terapia.

Mi sbagliai (come sempre a qual tempo) e per fortuna mi sbagliai. Oggi posso affermare con il cuore in mano e quello Psicologo mi ha salvato e purtroppo dopo 3 anni dalla fine della terapia, il mio caro Dottore è venuto a mancare. Si lo so, la vita a volte è triste. Se sono qui a scrivere è anche merito del suo immenso aiuto. Con lui avevo un rapporto eccezionale, non avevo detto mai a nessuno tutte le mie paure, i miei rancori irrisolti, le mie cose più intime.

Avevamo un rapporto di fiducia e apertura mentale che mi portò a riflettere su molti miei errori e comportamenti che avevo sempre ripetuto. M’insegnò a gestire l’ansia e lo stress, mi motivo” ad affrontare ciò che prima evitavo, temevo, mi spinse verso una crescita personale e a iniziare veramente a vivere. Ricordo ancora quando mi disse:

puoi restare chiuso ancora tutti i giorni nella tua stanza, nessuno te lo vieta ma puoi anche iniziare a riconoscere la tua forza e reagire alle cose che ti spaventano. La scelta è tua”.

Per alcuni la mia testimonianza può sembrare banale, non ho inserito molti altri dettagli di tutta la storia, ma ciò che per me conta è che io ora sono qui, libero dall’ansia e felice. La terapia non fu un percorso semplice, a volte mi provoco’ momenti di destabilizzazione mentale, ma il mio Psicologo diceva che era un processo normale, la conseguenza della rottura di pensieri dannosi. Le tecniche di respirazione per la gestione dell’ansia le uso ancora adesso quando devo affrontare un incontro di lavoro e l’ho usata anche nel giorno del mio matrimonio (avevo il cuore a mille) per la felicità. Esercizi semplici, nulla di complesso ma molto efficaci per chi è un tipo ansioso.

Fu un percorso lungo, come vi accennavo prima, fatto di grandi difficoltà ma giorno dopo giorno inizia a togliere le macerie della mia mente che mi stavano sotterrando vivo, iniziai ad avere fiducia in me stesso, a sentirmi meglio. La risalita era evidente ma un bel giorno di primavera mentre bevevo un caffè al bar con un’amica (cosa rara) fui colpito da un attacco di panico, forte e inaspettato. Quell’attacco mi destabilizzo. Provai a mettere in pratica le tecniche cognitive e respiratorie acquisite per superare l’attacco di panico ma lui la vinse, mi uccise nuovamente. Mi riportò nuovamente verso un umore triste e un’ansia e preoccupazione perenni, stavo perdendo nuovamente la fiducia e aspettavo che un altro attacco potesse manifestarsi da un momento all’altro.

Non fu cosi, continuai a combattere, presi il colpo e inizia a fare ciò che stavo facendo quando mi sentivo bene, ignorando la paura.

curare l'ansia

Senza divulgarmi troppo ciò che voglio trasmettere al lettore con la mia testimonianza, è di non perdere mai la fiducia, di combattere sempre e acquisire le tecniche per vincere questa sfida di vita, rivolgendosi se da soli non si è capaci, a un professionista competente che prenda a cuore la vostra storia, proprio come fece il mio dottore.

Il mio non è stato, ribadisco un’altra volta, un percorso facile e neanche economico ma è stato un dei percorsi formativi che mi hanno offerto una crescita personale straordinaria e la vittoria contro le mie paure. Il migliore denaro speso nella mia vita perché mi ha ridato la felicità che avevo perso. Non mollate, la vita è straordinaria, difendiamola in tutti i modi.  

Ringrazio il sito per aver accolto la mia testimonianza e accettato il titolo da me consigliato: come curare l’ansia opinioni

Vincendo, 35 anni, da Modena

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