Dipendenze Patologiche

Come aiutare un tossicodipendente

Come aiutare un figlio, un amico o partner tossicodipendente dalla droga

Chi ha lavorato con pazienti tossicodipendenti da cocaina, eroina o da altre droghe, sa bene che aiutare un tossicodipendente non è un intervento facile, ma allo stesso tempo non è un traguardo impossibile.

Dalla droga si può uscire

 Il primo intervento che la persona deve fare per aiutare un tossicodipendente è assimilare la convinzione che la tossicodipendenza si può superare. Il secondo passo è certamente informarsi sul tipo di sostanza che il proprio figlio o amico assume, in che quantità e in che modo viene assunta. Molti tossicodipendenti gravi tendono ad assumente ogni tipologia di sostanza stupefacente (cocaina, anfetamine, cannabis, ecstasy, eroina, marijuana, ketamina), mentre nei casi meno gravi, c’è chi assume solo un tipo di droga, ad esempio la cocaina.

Un intervento individualizzato è la base di un buon inizio terapeutico. Alcuni protocolli terapeutico – riabilitativi si basano su interventi generalizzabili a ogni persona tossicodipendente, ma prima di un percorso di cura è di fondamentale importanza analizzare le motivazioni personali della singola persona, le relazioni familiari, la situazione socio culturale, la storia della sua vita, lo stato mentale del soggetto e la presenza di altre malattie mentali o fisiche, cercando sempre di capire perché il soggetto in analisi assume o ha iniziato ad assumere droga.

Il paziente tossicodipendente generalmente ha un livello di autostima molto basso, rapporti sociali e familiari caratterizzati da conflittualità e delusione, difficoltà economiche e d’integrazione sociale. Per intervenire e aiutare un dipendente da sostanze stupefacenti è quindi importante un’analisi globale, un attenta osservazione della sua storia e delle sue esperienze e dello stato mentale attuale, questo chiaramente fa effettuato dagli specialisti del settore.

Una persona che vuole aiutare un parente, un amico un o conoscente, deve cercare di creare con quest’ultimo un rapporto relazionare basato sulla fiducia, diventare un punto di riferimento per il sostegno amicale, senza cadere però nelle tipiche richieste di denaro per l’acquisto della droga. Bisogna diventare in altre parole, un amico autorevole, saper dire no quando è opportuno, e saper consigliare e far riflettere il paziente quando il suo livello di consapevolezza è sufficientemente moderato.

La finalità della realizzazione di un rapporto amicale autorevole è mirata a far sì che il tossicodipendente possa essere “aiutato a farsi aiutare”, motivandolo a rivolgersi preso i servizi per le tossicodipendenze, meglio conosciuto come SerT, dedicato alla cura, alla prevenzione e alla disintossicazione fisica e psicologica da sostanze psicoattive. (eroina, cocaina, anfetamina, ecc.). 

Come aiutare un tossicodipendente

Sconsigliamo assolutamente le cure fai da se. Spesso, soprattutto in passato, è capitato che alcuni genitori mal informati legavano al letto il proprio figlio nei momenti di astinenza o li chiudevano nella stanza, senza possibilità di uscire fin tanto la dipendenza non veniva superata.

Questi metodi antichi e fai da te, oltre a causare molta sofferenza al soggetto tossicodipendente durante le crisi di astinenza, non intervengono assolutamente sulla dipendenza psicologica, con il risultato che quando il soggetto tossicodipendente uscirà da casa, riacquistando la libertà, ritornerà ad assumere droga, proprio perché la dipendenza psicologica verso la sensazione piacevole data dalla droga, non è stata assolutamente trattata durante tale trattamento forzato – domiciliare.

In altre parole quindi per aiutare un tossicodipendente è importante far si che la disintossicazione e il trattamento riabilitativo segua un protocollo validato scientificamente, attraverso un team di specialisti del settore.

Esistono molte comunità per la cura e il trattamento delle dipendenze in Italia, nelle diverse regioni. L’accesso ad esse, se convenzionate con il servizio sanitario nazionale è completamente gratuito, inoltre il paziente ha diritto a scegliere la struttura che reputa più adatta alla sua situazione.

Un aiuto pratico che può fare un genitore o un amico è informarsi sulle strutture riabilitative presenti in Italia e far “accendere un campanello d’allarme” nella mente del tossicodipendente, il quale potrà prendere in considerazione un eventuale accesso e cura dalla dipendenza.  

In quest’articolo di carattere pratico e di linguaggio semplice, stiamo cercando di dare delle linee guide per aiutare un paziente o un genitore di un figlio che assume sostanze stupefacenti, per motivarlo al cambiamento, ricordando che non esistono terapie “magiche” ma una corretta informazione è alla base di un successivo trattamento ottimale. E’ importante quindi informarsi presso strutture o specialisti del settore.

A chi rivolgersi per la cura della tossicodipendenza 

Come aiutare un tossicodipendente

Una consulenza con uno Psicologo o uno Psichiatra può essere di notevole aiuto, il quale potrà prendere in carico il paziente e indicare alla famiglia quali comportamenti mettere in atto e quali debellare del tutto per aiutare il proprio figlio o amico tossicodipendente.

Riassumendo quindi, per aiutare un amico, un parente o il proprio figlio con un problema di dipendenza da sostanze, dall’alcool o dal gioco d’azzardo, bisogna:

  • Informarsi, rivolgendosi a uno specialista del settore (Psicologo, Psichiatra, Medico) o presso il Servizio per le tossicodipendenze della propria regione;
  • Creare con il tossicodipendente un rapporto di sostegno, senza abbandonarlo, comprendendo la sua situazione di difficoltà e smarrimento esistenziale;
  • Riconoscere il problema attraverso il metodo empatico, mettendosi nei suoi panni e provando in qualche modo ciò che prova lui, per intervenire in modo ottimale;
  • Capire che la persona ha bisogno di essere compreso, sostenuto e non colpevolizzato;
  • Aiutalo a farlo riflettere sulla sua situazione patologica senza essere intrusivi. Accendi in lui la speranza di cura e di superamento della dipendenza, comprendi quali sono le sue idee dominanti e i pensieri disfunzionali e a quali terapie si è sottoposto in passato;
  • Sii presente, dimostrandogli che sei disposto ad aiutarlo per superare la sua dipendenza, evitando di colludere con le sue richieste di aiuto disfunzionali per lui stesso (se ti chiede un prestito, non assecondarlo e spiegagli il perché);
  • Per poterlo aiutare devi riuscire a distanziarti emotivamente quando serve e dire no a situazioni dannose per il suo benessere psicofisico;
  • Suggerisci alla persona che vuoi aiutare, i programmi terapeutici e il beneficio degli stessi, ricordando che la sua vita può diventare nuovamente una vita fatta di successi e aspettative positive.

E’ importante ricordare che nessun tipo di trattamento farmacologico, psicoterapico o di altro tipo ha successo se la persona affetta dal problema non vuole cambiare o superare il problema, per questo diviene importante “slegare le catene mentali che motivano l’assunzione della droga e l’unico modo per poter far questo e aiutarlo a riflettere e motivarlo verso un cambiamento interiore.

Il superamento della dipendenza avverrà solo se la persona vorrà cambiare veramente per una motivazione personale, che gli consentirà di far fronte alle diverse tensioni, frustrazioni, che durante il periodo riabilitativo dovrà affrontare.

Il sostegno delle famiglia per la cura della tossicodipendenza

Come aiutare un tossicodipendente

Il sostegno delle figure competenti e la collaborazione familiare hanno una rilevanza fondamentale. I genitori e le figure significative hanno il dovere d’informarsi sulla qualità dei servizi offerti dalla struttura riabilitativa, scegliendo con cura le strutture che hanno finalità reali verso la guarigione.

Come in tutti i settori, anche nell’ambito del trattamento riabilitativo delle dipendenze, esistono quelli che possiamo definire “sciacalli” che approfittano della difficoltà familiare e del senso di smarrimento per guadagnare denaro, senza una reale finalità ad aiutare vostro figlio, amico o parente.

Informatevi quindi per bene sulla struttura presso la quale desiderate inviare vostro figlio o il vostro amico, leggete il programma terapeutico e la scientificità del metodo usato, informatevi sulle competenze delle figure professionali, se non sono presenti medici, psicologi, educatori professionali o altre figure necessarie, evitate l’invio.

Diffidate di chi propone percorsi terapeutici miracolosi in pochi mesi, per superare la tossicodipendenza è necessario un cambiamento mentale e un sostegno farmacologico alla disintossicazione dalla droga e tale intervento, cambiamento non può avvenire in pochi mesi.

Ricordate sempre, dalla droga si può uscire

L’approccio al problema delle droghe non deve essere centrato sul prodotto, ma sulle persone e sulle loro relazioni sociali. Duole constatare che la nostra società preferisce emarginare chi diventa vittima delle sue contraddizioni, piuttosto che tentare di rimuoverle.

Henri Margaron

Diventa importante, in caso di difficoltà chiedere una consulenza a un professionista del settore.

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