Disturbi del Controllo degli Impulsi

Bambini iperattivi cosa fare

Come comportarsi con i bambini con disturbo da deficit d’attenzione e iperattività

Mio figlio è sempre in movimento, non si ferma un attimo, se mi distraggo per pochi secondi rischia di farsi male, nonostante cerco di dargli delle regole ben precise, sembra non ascoltarmi per niente, è ingestibile. Anche le maestre lamentano questo suo comportamento in classe, sono esausta, non so più cosa fare. Io e mio marito le abbiamo provate tutte. Che cosa posso fare?

La seguente conversazione è il riassunto di una giovane mamma che si rivolge presso il nostro studio per una consulenza specialistica. La descrizione comportamentale del figlio, ci fa pensare da subito alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività. La madre, un avvocato di 35 anni si rivolge a noi dimostrando da subito il suo sconforto nella gestione del figlio, comunicandoci più volte che non sa più come comportarsi.

La sindrome d’attenzione e iperattività (ADHD) è un disturbo che colpisce circa il 4% dei bambini in età pediatrica ed è un disturbo neurologico, caratterizzato da forte distraibilità, incapacità di concentrarsi su uno specifico compito, impulsività e iperattività motoria. A causa delle sue caratteristiche, la gestione di tali bambini diventa molto impegnativa per i genitori, sottraendogli moltissime energie fisiche e psicologiche. Il deficit d’attenzione e iperattività, nella maggior parte dei casi è in comorbilità con altri disturbi, in particolare, nel bambino iperattivo sono presenti più disturbi, come ad esempio il disturbo della condotta, il disturbo oppositivo-provocatorio, dislessia, disgrafia e discalculia.

La diagnosi della sindrome d’attenzione e iperattività (ADHD)

L’inquadramento diagnostico dell’ ADHD necessità di un’attenta osservazione clinica e nell’esclusione dell’eziopatogenesi legata ad altri disturbi o malattie di diversa natura. E’ necessaria una valutazione globale del funzionamento del bambino, tra cui come abbiamo accennato, l’esclusione di altre condizioni patogene. Non ci sono test che consentono di valutare nello specifico l’ADHD, ma spesso vengono somministrati al bambino per comprendere l’importanza del disturbo o la presenza di altri disturbi, come dislessia e simili. La diagnosi di ADHD viene fatta da un neuropsichiatra, da un medico o da uno psicologo, specializzati e con specifiche competenze diagnostiche e di trattamento dell’ADHD, coinvolgendo il bambino, la famiglia e le insegnanti.

Bambini iperattivi cosa fare

In particolare la diagnosi richiede che vengano rispettati i criteri del DSM-V:

  • Sei o più sintomi d’iperattività/impulsività presenti da almeno 6 mesi
  • Comparsa prima dei 12 anni di età
  • Disturbo presente in almeno due contesti differenti (scuola, casa)
  • Difficoltà evidente del funzionamento globale, scolastico, occupazionale, sociale

L’ADHD è caratterizzata da diversi sintomi, in particolare possiamo distinguere la sintomatologia dell’iperattività, caratterizzata da un comportamento irrequieto, con difficoltà a stare seduto, difficoltà nell’attività ludica, agitato e con un flusso linguistico veloce.

I sintomi dell’impulsività ad esempio, si manifestano quando il bambino ha difficoltà ad attendere che la maestra concluda la domanda, ad aspettare il suo turno, difficoltà a non intervenire senza interrompere i compagni.

I sintomi dell’inattenzione si manifestano dalla scarsa cura dei dettagli, facile distrazione causata da una labilità attentiva, difficoltà a seguire le indicazioni degli adulti, dimenticanze e sembra non ascoltare ciò che gli viene detto.

Gli interventi Terapeutici per l’iperattività dei bambini

Bambini iperattivi cosa fare

Gli interventi terapeutici sono di tipo multimodale, in grado di associare il trattamento psicologico con la terapia farmacologica (quando è necessario e consigliabile). Nell’intervento psicologico e psicoeducativo devono essere necessariamente coinvolti i contesti quotidiani del bambino, in particolare i genitori e gli insegnati, i quali devono essere informati sulle modalità educative e relazioni più adatte in base alle caratteristiche del bambino trattato.

Il trattamento sul bambino con ADHD è basato su interventi cognitivo-comportamentali con la finalità di ridurre i sintomi dell’impulsività, inattenzione e iperattività, consentendo al bambino d’integrarsi efficientemente con il resto dei compagni durante l’attività scolastica e di mantenere un comportamento adeguato in relazione ai genitori. La finalità del trattamento è sempre il miglioramento del benessere del bambino, per questo gli insegnati, gli educatori e tutte le figure affettive vicine, vanno formate per rispondere al meglio all’intervento.

Il trattamento psicologico nello specifico va a intervenire sulle relazioni interpersonali tra bambino e famiglia, riducendo i comportamenti disfunzionali, migliorando l’apprendimento scolastico, agevolando l’autonomia e l’autostima.

Bambini iperattivi cosa fare: consigli per i genitori di un bambini con ADHD

Bambini iperattivi cosa fareUn figlio con deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è un figlio dalle caratteristiche difficili da gestire, spesso crea delle difficoltà che colpiscono tutto il sistema famiglia, con delle ripercussioni all’interno della coppia genitoriale. Un figlio con deficit di attenzione e iperattività però è sempre vostro figlio, un bambino che con le sue caratteristiche positive e negative può darvi tanto e rendervi allo stesso tempo e forse di più, dei genitori felici. La prima cosa da non fare è scoraggiarsi.

I trattamenti psicologici e farmacologici consentono di ridurre o eliminare l’ADHD, questo, dipende anche dell’impegno e dall’amore di voi genitori. In secondo luogo, di fronte a comportamenti o situazioni che ritenete anomale è opportuno chiedere una consulenza specialistica al vostro pediatra, a un neuropsichiatra o psicologo specializzato su tale problematica. Informatevi, informatevi e informatevi. In quanto genitori dovete diventare dei co-terapeutici di vostro figlio, conoscere e comprendere nel profondo l’ADHD, proprio come un professionista.

Come terzo consiglio, è opportuno creare un ambiente famigliare armonioso, equilibrato, per contrastare l’impulsività, l’iperattività, il deficit attentivo. Quando si comunica con il proprio figlio o si danno delle indicazioni è importante non sopraccaricarlo di numerosi compiti o pensieri, ma al contrario, consentirgli di elaborare un pensiero, un compito alla volta.

Un ambiente armonioso, delle relazioni caratterizzate da pazienza, comprensione e dal rispetto delle regole, aiuteranno il vostro bambino a organizzare il suo comportamento e i suoi processi cognitivi, per questo è importante “punire” i comportamenti estremamente negativi, correlando amore e autorevolezza. Allo stesso tempo è importante gratificare i comportamenti positivi, far comprendere il significato delle azioni. L’organizzazione della giornata e delle attività quotidiane del bambino devono essere ben organizzate con orari rigidi, in quanto una cattiva organizzazione aumenterà il livello di stress nel bambino, lasciando poco spazio allo sviluppo potenziale dell’autonomia e dell’autocontrollo.

L’organizzazione delle attività deve riguardare anche nello specifico lo svolgimento dei compiti a casa, con una pianificazione quotidiana degli orari, cercando di non sopraccaricarlo nella quantità didattica, educalo a non interrompere di continuo lo svolgimento dei compiti ma a concentrarsi verso l’obbiettivo prefissato.

Il ruolo della scuola per il bambino con deficit di attenzione

Bambini iperattivi cosa fare

La scuola ha un ruolo importante quasi quante te genitore. Chiedi informazioni in merito agli Strumenti d’intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES). I BES sono rivolti a:

  • Alunni con disabilità previste dalla legge 104/1992;
  • Alunni con disturbi evolutivi specifici, ossia disturbi dell’apprendimento, deficit del linguaggio o della coordinazione motoria (DSA-ADHD) previsti dalla legge 170/2010;
  • Alunni con svantaggio socio-economico, linguistico o culturale previsto dalla direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 e dalla circolare n. 8 del 6 marzo 2013; per questi alunni può esistere documentazione medica, dettagliata documentazione pedagogica e didattica, nonché segnalazione dei servizi sociali.

In questo articolo abbiamo dato una descrizione a grandi linea della sindrome d’attenzione e iperattività, cercando d’informare il lettore sui sintomi, sulle modalità diagnostiche, sui comportamenti da mettere in atto per far fronte a tale problema. Ricordiamo sempre che il sito non ha finalità terapeutiche o consigli che si possono estendere ad ogni bambino, per tanto è necessaria una valutazione individualizzata per poter intervenire correttamente ed efficacemente.

Diventa importante, in caso di difficoltà chiedere una consulenza a un professionista del settore
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